Articolo a cura della Dott.ssa Iolanda Frangella – Nutrizionista

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è uno squilibrio metabolico ed endocrino: metabolico per l’insulino resistenza con cui correla e le conseguenze di infiammazione, accumulo di grasso a livello addominale e difficoltà a dimagrire. Lo squilibrio endocrino è dovuto invece ad alterato rapporto FSH/LH, estrogeno-dominanza, bassi livelli di progesterone, iperandrogenismo.

La sindrome da PCOS è più frequente di quanto si pensi: un 60% di donne con pcos soffre di obesità e un 70% di insulino – resistenza.

La dieta svolge un ruolo cruciale nella terapia della sindrome, che non può essere affrontata semplicemente con assunzione di pillola anticoncezionale per far riposare le ovaie, poiché una volta sospesa la terapia si ritorna alla condizione di partenza. La dieta deve essere terapeutica e bisogna agire su quei fattori che mantengono acceso il circolo vizioso e non permettono di perdere peso.

L’insulino – resistenza, diminuita sensibilità delle cellule all’insulina, ha un ruolo centrale e causa, tra le altre cose, una ridotta capacità di dimagrimento e più facilità nell’ingrassare. Per affrontare la PCOS si deve quindi affrontare l’insulino – resistenza, con adeguata e personalizzata alimentazione e corretto stile di vita.
La dieta dovrà avere queste caratteristiche:

  • Basso carico glicemico, che non vuol dire eliminare il primo piatto, ma preferire i cereali in chicchi e abbinarli a proteine e grassi.
  • Eliminazione di latte e derivati per potere insulinogenico.
  • Dieta anti – infiammatoria arricchita con grassi buoni omega-3, spezie e ortaggi crudi.
  • Proteine nobili, pesce, uova e grassi buoni.
  • Eliminazione di prodotti a base di soia.

I pasti devono essere ben strutturati durante la giornata rispettando un timing preciso, per normalizzare la secrezione ormonale. Dovendo mantenere basso il carico glicemico dei pasti dovrete mettere in atto alcuni accorgimenti: scegliere frutti non troppo maturi, evitare il cibo raffinato (le farine), il cibo eccessivamente processato o troppo cotto (è da preferire ad esempio un primo piatto con cottura “al dente”).

Tante sono le donne giovani che arrivano a studio con policistosi ovarica, accompagnata da obesità, assenza di ovulazione e squilibri ormonali. Da qui la definizione della sindrome che se trattata in maniera opportuna, palesa i miglioramenti sotto tutti i punti di vista. Non si tratta di una dieta ipocalorica standard, ma di un vero e proprio protocollo, supportato in alcuni casi da adeguate integrazioni, che viene messo in atto successivamente alla prima visita.

Cambiare le proprie abitudini alimentari e invertire la rotta per molte donne può apparire difficile nelle prime settimane, successivamente però i benefici di questo percorso sono tali da sostenere con forza il cambiamento verso il nuovo stile di vita.

Di seguito i benefici di questo protocollo, alcuni dei quali osservabili già dopo il primo mese di trattamento:

  • Perdita di peso dove necessaria senza abbassare il metabolismo.
  • Regolazione del ciclo mestruale.
  • Aumento della fertilità e dei cicli ovulatori.
  • Miglioramento della sindrome pre- mestruale.
  • Minor rischio di aborto.
  • Miglioramento dei sintomi correlati all’iperandrogenismo come acne e irsutismo.
  • Miglioramento di tutti i profili legati alla sindrome metabolica.
  • Miglioramento del tono dell’umore.

 

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